Hiljemark: «Pisa, occasione sprecata contro il Genoa»
Il Pisa spreca tutto: Hiljemark non si nasconde dopo il Genoa
Una vittoria che sembrava alla portata, un vantaggio non sfruttato e alla fine una sconfitta che brucia. Il Pisa esce sconfitto dall'Arena Garibaldi nella sfida contro il Genoa, e a fare il punto della situazione ci pensa Oscar Hiljemark, centrocampista svedese dei nerazzurri toscani, con parole chiare e senza alibi nel consueto appuntamento con i microfoni nel post-partita. Una serata che lascia l'amaro in bocca e riapre interrogativi sulla solidità mentale di una squadra che sembrava aver trovato la sua identità.
Cosa è successo in campo: l'analisi della partita
Il copione della gara era stato scritto nel modo migliore per i padroni di casa: il Pisa aveva costruito con pazienza e qualità le condizioni per portarsi sul 2-0, gestendo il ritmo della partita e sfruttando le transizioni offensive. Eppure, proprio nel momento decisivo, qualcosa si è inceppato. Il Genoa — squadra abituata a recitare un ruolo da protagonista nella storia del calcio italiano e attualmente impegnata nel suo percorso in Serie A — ha saputo capitalizzare gli errori avversari, ribaltando l'inerzia del match e portando a casa punti preziosi.
Hiljemark ha riconosciuto apertamente le responsabilità collettive: la squadra aveva creato i presupposti tecnici e tattici per chiudere la partita, ma non è riuscita a concretizzare nei momenti chiave. Un problema di efficacia sotto porta, certo, ma anche di gestione emotiva nei frangenti in cui la pressione si fa più intensa.
Analisi tattica: perché il Pisa non riesce a chiudere le partite
Dal punto di vista tattico, il Pisa ha mostrato ancora una volta una fragilità ricorrente: la difficoltà nel mantenere la concentrazione e la compattezza difensiva una volta ottenuto il vantaggio. La squadra tende ad abbassarsi eccessivamente, invitando gli avversari a spingere e perdendo quella fluidità nel palleggio che la rende pericolosa in fase di non possesso.
Il centrocampo, con Hiljemark in cabina di regia, ha buone qualità di costruzione ma fatica a fare il doppio lavoro necessario per proteggere la difesa nei momenti di pressione avversaria. Non è un caso che le reti subite arrivino spesso in seguito a transizioni veloci o a palle inattive, situazioni in cui la squadra perde le distanze tra i reparti. Per competere ad alti livelli — e magari aspirare a palcoscenici come la Serie A — servono continuità e solidità che ancora mancano.
L'Opinione di Lombardia Calcio
Questa sconfitta non è solo un risultato negativo da archiviare: è un segnale d'allarme che la società e lo staff tecnico non possono ignorare. Il Pisa ha le qualità per fare bene, lo ha dimostrato in più occasioni nel corso della stagione, ma continua a incappare in blackout che ne minano la credibilità come candidata alla promozione.
Hiljemark è uno dei giocatori più esperti e lucidi della rosa, e il fatto che si esponga pubblicamente ammettendo gli errori è un segnale positivo di maturità. Ma le parole, per quanto oneste, devono essere accompagnate dai fatti sul campo. La classifica non aspetta, e ogni punto perso in casa contro avversari diretti pesa doppio. Se il Pisa vuole davvero recitare un ruolo da protagonista, deve imparare a vincere le partite che conta — e soprattutto a non buttarle via quando è in vantaggio.
Conclusione: la strada è ancora lunga
La stagione del Pisa rimane aperta, ma episodi come quello contro il Genoa rischiano di lasciare cicatrici difficili da rimarginare. La squadra ha il talento e le idee, manca ancora la continuità mentale per trasformare le buone prestazioni in risultati concreti. Hiljemark e compagni hanno ora l'obbligo di voltare pagina rapidamente: il prossimo impegno sarà già un test fondamentale per capire se questa squadra ha davvero la caratura per competere ai vertici del campionato.









