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Elezioni FIGC: Abete e Malagò in corsa, Miele escluso

Redazione Lombardia Calcio
Elezioni FIGC: Abete e Malagò in corsa, Miele escluso

La corsa alla presidenza FIGC entra nel vivo: due sì e un no che pesano

Il calcio italiano si prepara a scegliere il suo nuovo timoniere federale e la partita, come spesso accade fuori dal campo, si preannuncia tutt'altro che semplice. La Commissione elettorale della FIGC ha ufficialmente validato le candidature di Giancarlo Abete e Giovanni Malagò per la presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio, respingendo invece la candidatura di Claudio Miele, ex dirigente legato all'orbita della Lazio. Una decisione che ridisegna già gli equilibri della competizione e che avrà ripercussioni profonde sull'intero sistema calcistico nazionale, dalla Serie A fino ai campionati dilettantistici.

Chi sono i candidati ammessi e perché la loro corsa è credibile

Giancarlo Abete non è certo un volto nuovo al palazzo federale di Via Allegri: già presidente della FIGC dal 2006 al 2014, conosce ogni ingranaggio della macchina burocratica e sportiva italiana. Il suo ritorno in campo rappresenta la scelta della continuità e dell'esperienza, un profilo rassicurante per chi vuole stabilità dopo anni di turbolenze istituzionali. Giovanni Malagò, dal canto suo, porta in dote un curriculum di altissimo profilo: presidente del CONI dal 2013, ha gestito la delegazione italiana a quattro edizioni dei Giochi Olimpici e gode di un network internazionale invidiabile. La sua candidatura alla guida della FIGC segnerebbe una svolta epocale, portando alla federazione calcistica una visione più ampia, capace di dialogare con le istituzioni europee e con la FIFA da una posizione di forza. Entrambi i profili, seppur diversissimi per background e visione, hanno superato il vaglio formale: requisiti in regola, documentazione completa, supporto elettorale sufficiente.

L'esclusione di Miele: un segnale politico o una questione tecnica?

La bocciatura della candidatura di Claudio Miele apre invece più di un interrogativo. L'ex dirigente, figura nota negli ambienti del calcio romano e vicino alla galassia biancoceleste, non ha ottenuto il via libera dalla Commissione elettorale. Le motivazioni ufficiali restano ancorate a profili tecnico-formali, ma è difficile non leggere in questa esclusione anche una valenza politica. Nel calcio italiano, le elezioni federali sono da sempre il teatro di alleanze trasversali, veti incrociati e strategie di potere che poco hanno a che fare con il pallone. L'assenza di Miele dalla competizione riduce il campo a un duello tra due figure istituzionali di primo piano, rendendo la sfida più nitida ma non per questo meno combattuta. Società di vertice come Inter e Milan, protagoniste della Serie A e con interessi diretti nelle politiche federali — dai diritti televisivi alle riforme dei campionati — osserveranno con grande attenzione l'evoluzione dello scenario.

L'Opinione di Lombardia Calcio

Da osservatori privilegiati del calcio lombardo e italiano, non possiamo fare a meno di sottolineare l'importanza storica di questo momento. La FIGC ha bisogno di una guida che sappia affrontare almeno tre sfide urgenti: la riforma strutturale dei campionati professionistici, la lotta al declino delle nazionali giovanili e la modernizzazione delle infrastrutture. Abete garantirebbe continuità e solidità interna; Malagò porterebbe visione internazionale e capacità di lobbying ai massimi livelli. Nessuno dei due è la soluzione perfetta, ma entrambi rappresentano un'alternativa credibile al vuoto di leadership che ha caratterizzato gli ultimi anni. Quello che ci aspettiamo, qualunque sia il vincitore, è un programma concreto per valorizzare il vivaio italiano e restituire competitività al nostro calcio sui palcoscenici europei. Le grandi società milanesi — Inter e Milan in primis — meritano una federazione all'altezza delle loro ambizioni.

Conclusione: il calcio italiano volta pagina, ma la partita è appena iniziata

Le elezioni federali della FIGC entrano dunque nella fase decisiva con un quadro finalmente definito: Abete contro Malagò, esperienza contro innovazione, continuità contro cambiamento. L'esclusione di Miele ha semplificato il campo senza però eliminare le tensioni sotterranee che animano il calcio italiano. Nei prossimi giorni assisteremo a un intenso lavoro di raccolta dei consensi tra i grandi elettori — club di Serie A, Lega Pro, dilettanti e rappresentanti dei calciatori — e ogni voto conterà. Lombardia Calcio continuerà a seguire ogni sviluppo di questa vicenda, perché il futuro della FIGC è il futuro del calcio che amiamo.

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