Rapaic: «Il Perugia merita la B, Italia al Mondiale vergogna»
Rapaic rompe il silenzio: Perugia, Gaucci e il sogno Serie B
C'è un filo invisibile che lega Milan Rapaic alla città di Perugia, un legame che il tempo non ha scalfito. L'ex attaccante croato, protagonista di alcune delle stagioni più esaltanti della storia recente dei biancorossi, è tornato sotto i riflettori in occasione del Memorial Gaucci, l'evento che ogni anno celebra la memoria di Luciano Gaucci, il patron visionario che trasformò il Perugia in una realtà capace di competere ai massimi livelli della Serie A. Le sue parole, dirette e senza filtri, hanno acceso il dibattito su due temi caldissimi: il futuro della squadra umbra e la cronica assenza della Nazionale italiana dalle ultime rassegne iridate.
Il ricordo di Luciano Gaucci e l'eredità di un'epoca d'oro
Parlare di Milan Rapaic significa inevitabilmente parlare di Luciano Gaucci, il presidente che lo portò in Italia e che costruì attorno a lui e ad altri campioni una squadra capace di stupire l'Europa. Rapaic ha ricordato con evidente emozione quella stagione storica, il famoso spareggio europeo, gli anni in cui il Perugia era sinonimo di coraggio e ambizione. «Gaucci era un uomo capace di sognare in grande e di far sognare un'intera città», ha sottolineato l'ex attaccante, rendendo omaggio a una figura che ha lasciato un segno indelebile nel calcio italiano. Quel Perugia era una fucina di talenti e idee, un modello che molte società di provincia hanno cercato di replicare senza mai riuscirci davvero.
«Il Perugia merita almeno la Serie B»: un appello accorato
Dopo la nostalgia, però, Rapaic ha voluto guardare al presente con lucidità. La situazione attuale del Grifo, attualmente impegnato nei campionati dilettantistici dopo anni di turbolenze societarie e sportive, è una ferita aperta per chiunque abbia amato quella squadra. «Una piazza come Perugia merita almeno la Serie B», ha dichiarato con fermezza l'ex numero dieci croato. Ed è difficile dargli torto: una città con una tradizione calcistica solida, uno stadio importante e una tifoseria appassionata non può accontentarsi di palcoscenici minori. Il percorso di risalita appare lungo e tortuoso, ma le basi per costruire qualcosa di serio ci sono tutte. La speranza è che la proprietà attuale riesca a imprimere quella svolta decisiva che i tifosi attendono da troppo tempo.
Italia fuori dal Mondiale: «Una vergogna che brucia ancora»
Non meno dirompente è stato il giudizio di Rapaic sull'Italia e sulla sua ormai cronica assenza dalla Coppa del Mondo. Dopo il mancato accesso a Russia 2018 e Qatar 2022, la prospettiva di un altro eventuale fallimento nel percorso di qualificazione rappresenta uno scenario impensabile per una nazione con la storia calcistica degli Azzurri. «È una vergogna», ha tuonato l'ex attaccante, senza usare giri di parole. Una critica che si inserisce in un dibattito più ampio sulla crisi strutturale del calcio italiano, che fatica a produrre talenti in quantità e qualità sufficienti per competere con le grandi potenze europee. Un tema che riguarda da vicino anche i club di Serie A come Inter e Milan, chiamati a valorizzare maggiormente i giovani italiani nel proprio settore giovanile.
L'opinione di Lombardia Calcio
Le parole di Milan Rapaic vanno oltre la semplice nostalgia o la dichiarazione d'affetto per una città che lo ha adottato. Rappresentano uno specchio impietoso di due problemi reali e interconnessi: la difficoltà del calcio di provincia italiano di mantenere continuità e ambizione, e il declino strutturale della Nazionale. Il caso Perugia è emblematico: una società che ha toccato vette europee e che oggi fatica a ritrovare stabilità racconta molto delle fragilità sistemiche del nostro calcio. Sul fronte Azzurri, invece, il problema è culturale prima ancora che tecnico. Finché i grandi club, da Inter a Milan, non investiranno con più convinzione nei vivai e nel calcio giovanile nazionale, la Nazionale rischierà di restare un cantiere perennemente aperto.
Conclusione: la voce di un campione che ancora ama l'Italia
Il Memorial Gaucci si conferma ogni anno un'occasione preziosa non solo per ricordare un grande del calcio italiano, ma anche per ascoltare voci autorevoli che sanno leggere il presente con gli occhi di chi ha vissuto il calcio ad altissimo livello. Milan Rapaic ha parlato chiaro: il Perugia merita di tornare tra i professionisti, e l'Italia non può più permettersi di guardare i Mondiali dalla televisione. Due messaggi semplici, ma potentissimi.








