Gasperini e il passato all'Inter: 'Solo 3 partite'
Gasperini torna sul suo passato nerazzurro: "Non si puo' paragonare"
Vigilia di grande calcio europeo per l'Atalanta, che si prepara ad affrontare il Manchester United nella prossima sfida di Champions League. In conferenza stampa, Gian Piero Gasperini ha risposto con la consueta schiettezza alle domande dei giornalisti, finendo per toccare un capitolo delicato della sua carriera: quella brevissima, e per molti versi dolorosa, parentesi sulla panchina dell'Inter. Il tecnico ha voluto mettere subito in chiaro le distanze rispetto a un paragone che stava circolando con insistenza negli ultimi giorni.
Il paragone con Carrick e la risposta secca di Gasp
Nelle ore precedenti alla conferenza, alcuni osservatori avevano accostato la posizione di Michael Carrick alla guida del Manchester United — tecnico emergente chiamato a gestire una situazione di transizione — a quella vissuta da Gasperini sulla panchina nerazzurra nel lontano 2011. Un paragone suggestivo, ma che il mister ha smontato con poche parole: la sua esperienza all'Inter si e' esaurita nel giro di sole tre partite, un periodo troppo esiguo per parlare di un vero ciclo tecnico o di un progetto compiuto. "Non si puo' fare questo paragone", ha sottolineato Gasperini, ricordando implicitamente come quella stagione si sia chiusa in modo traumatico, con l'esonero arrivato dopo appena tre giornate di Serie A e risultati al di sotto delle aspettative.

Il contesto: perche' quella storia all'Inter conta ancora
Per comprendere il peso di quelle parole, bisogna tornare indietro di oltre un decennio. L'estate del 2011 sembrava quella della svolta per Gasperini: dopo anni di ottimo lavoro al Genoa, il salto sulla panchina dell'Inter rappresentava la consacrazione definitiva. Ma il progetto naufrage' quasi subito, tra incomprensioni tattiche, una rosa non adatta al suo calcio a zona e risultati negativi che non lasciarono margini di manovra alla dirigenza nerazzurra. Da allora, Gasperini ha intrapreso un percorso straordinario che lo ha portato a Bergamo, dove con l'Atalanta ha riscritto la storia del club trasformandolo in una delle realta' piu' affascinanti del calcio europeo. Quella ferita, pero', e' rimasta impressa nella memoria collettiva del calcio italiano, e ogni volta che il suo nome viene accostato all'Inter il tecnico non puo' fare a meno di precisare i termini reali di quella vicenda.
L'Opinione di Lombardia Calcio
La risposta di Gasperini non e' solo una correzione biografica: e' la fotografia di un uomo che ha trasformato un fallimento in carburante per costruire qualcosa di straordinario. Pochi allenatori in Europa possono vantare una coerenza di visione lunga quanto quella del tecnico di Grugliasco, capace di portare una provinciale come l'Atalanta a competere stabilmente nelle coppe europee e a sfidare club con budget dieci volte superiori. Il fatto che oggi Gasperini sieda in conferenza stampa alla vigilia di una partita di Champions League contro il Manchester United e' la risposta piu' eloquente a qualsiasi paragone. Quelle tre partite all'Inter sembrano appartenere a un'altra vita, e in un certo senso e' proprio cosi'. La Serie A e il calcio europeo devono molto a quell'esonero: senza di esso, probabilmente, la favola bergamasca non sarebbe mai nata.
Verso la sfida europea: l'Atalanta ci crede
Al di la' dei ricordi, il presente chiama. L'Atalanta si presenta alla sfida contro il Manchester United con la consapevolezza di poter fare male a chiunque, forte di un gioco riconoscibile e di una condizione fisica che e' da sempre il marchio di fabbrica del calcio gasperiniano. Gasperini sa che la posta in palio e' altissima e che i suoi ragazzi dovranno dare tutto per portare a casa un risultato positivo. Il passato con l'Inter e' archiviato da tempo: ora conta solo il futuro, e quel futuro si chiama Champions League.







