CONI, Buonfiglio sul caso Bianchedi: tutela o mossa politica?
Buonfiglio rompe il silenzio sul caso Bianchedi dal palcoscenico del Gran Gala del Calcio
La cornice era quella delle grandi occasioni: il Gran Gala del Calcio 2026, ospitato nel tempio della cultura milanese, il Teatro alla Scala. Tra applausi, premi e la celebrazione del meglio del calcio italiano, il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha scelto proprio questo momento per tornare a parlare di uno dei dossier piu delicati che animano il mondo dello sport istituzionale italiano: il cosiddetto caso Bianchedi. Una vicenda che, pur lontana dai campi di gioco della Serie A, rischia di avere ripercussioni profonde sull'intero sistema sportivo nazionale.
Cosa e il caso Bianchedi e perche tiene banco nello sport italiano
Per comprendere le parole di Buonfiglio, occorre fare un passo indietro. Marco Bianchedi, figura di spicco nell'organigramma del CONI, si trova al centro di una querelle amministrativa e procedurale che ha spinto il massimo organismo olimpico italiano a interpellare l'ANAC, l'Autorita Nazionale Anticorruzione. Una scelta che, a prima vista, potrebbe sembrare una mossa offensiva o persino una dichiarazione di sfiducia nei confronti del dirigente. Buonfiglio, pero, ha ribaltato completamente questa lettura: secondo il numero uno del CONI, la richiesta all'ANAC sarebbe stata formulata proprio nell'interesse e a tutela di Bianchedi stesso, per fare chiarezza in modo trasparente e istituzionale su una situazione che rischiava di restare in una zona grigia interpretativa.

Una distinzione sottile, ma fondamentale. Coinvolgere un'autorita terza e indipendente come l'ANAC significa, almeno nelle intenzioni dichiarate, sottrarre la vicenda a dinamiche interne potenzialmente opache e affidarla a un giudizio super partes. Che questo sia sufficiente a placare le polemiche, e tutto da vedere.
Il contesto: governance sportiva sotto i riflettori
La vicenda si inserisce in un momento particolarmente delicato per la governance dello sport italiano. Le istituzioni sportive, dal CONI alle singole federazioni, sono sempre piu sotto pressione per garantire trasparenza, correttezza procedurale e rispetto delle normative anticorruzione. Non e un caso che eventi come il Gran Gala del Calcio, organizzato nell'ambito della grande famiglia del pallone italiano che ruota attorno alla Serie A, diventino anche l'occasione per affrontare temi che vanno ben oltre le statistiche e i gol stagionali.
Il calcio italiano, con i suoi club di punta come Inter e Milan che dominano la scena europea, ha bisogno di un sistema istituzionale solido e credibile alle spalle. Ogni incertezza a livello di governance si riflette inevitabilmente sull'immagine complessiva dello sport nazionale, anche agli occhi degli investitori e dei partner internazionali.
L'opinione di Lombardia Calcio
Da questa redazione, seguiamo con attenzione non solo le vicende in campo, ma anche tutto cio che ruota attorno al sistema calcio e sport italiano. E la nostra lettura del caso Buonfiglio-Bianchedi e netta: al di la delle motivazioni dichiarate, episodi come questo evidenziano quanto sia urgente una riforma strutturale della governance sportiva italiana.
Ricorrere all'ANAC per dirimere questioni interne al CONI non puo diventare la normalita. Le istituzioni sportive devono dotarsi di regolamenti interni chiari, di procedure trasparenti e di organismi di controllo realmente indipendenti, capaci di gestire situazioni simili senza dover ogni volta appellarsi ad autorita esterne. La credibilita dello sport italiano, che trova nel calcio il suo motore principale, si costruisce anche e soprattutto fuori dal rettangolo di gioco.
Conclusione: trasparenza come valore fondante
Le parole di Luciano Buonfiglio alla Scala di Milano suonano come un invito alla calma e alla fiducia nelle procedure istituzionali. Se la richiesta all'ANAC sara davvero uno strumento di tutela e chiarezza, il tempo lo dimostrera. Cio che e certo e che il calcio italiano, dalla Serie A fino alle categorie dilettantistiche lombarde, merita un sistema di riferimento istituzionale all'altezza delle proprie ambizioni. Il Gran Gala del Calcio 2026 ha celebrato il meglio del pallone tricolore: ora tocca alle istituzioni fare la propria parte.







