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Collovati difende Dimarco: 'Esultare è umano, basta polemiche'

Redazione Lombardia Calcio
Collovati difende Dimarco: 'Esultare è umano, basta polemiche'

Collovati non ha dubbi: l'esultanza di Dimarco non merita processi

Nel mondo del calcio, certi gesti diventano terreno fertile per polemiche che spesso superano i confini della ragionevolezza. L'esultanza di Federico Dimarco dopo una rete in una partita che coinvolgeva la Bosnia ha scatenato un dibattito acceso, alimentato da voci critiche che hanno messo sotto accusa il terzino dell'Inter. A spegnere le polemiche ci ha pensato Fulvio Collovati, leggenda del calcio italiano e Campione del Mondo con la Nazionale azzurra nel 1982, che ai microfoni di una emittente radiofonica ha voluto dire la sua con chiarezza e senza giri di parole.

Collovati ha ricordato di aver vissuto in prima persona emozioni simili, sottolineando come esultare in determinate circostanze sia una reazione del tutto naturale per qualsiasi calciatore, indipendentemente dal contesto. Un gesto istintivo, figlio dell'amore per il gioco e per la propria storia personale, che non dovrebbe mai trasformarsi in un caso mediatico. La difesa d'ufficio del campione del mondo suona come un invito alla riflessione per tutti coloro che hanno puntato il dito contro il laterale nerazzurro.

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Kean e l'attacco azzurro: Gattuso ha le armi per sognare

Nel corso della stessa intervista, Collovati ha allargato lo sguardo all'intera struttura offensiva della Nazionale guidata da Gattuso, soffermandosi in particolare sul centravanti della Fiorentina Moise Kean. Il giudizio espresso dall'ex difensore è stato netto e positivo: un attaccante in grande forma, capace di incidere e di dare profondità alla manovra azzurra. Un segnale incoraggiante per un gruppo che sta cercando la propria identità tattica sotto la guida del tecnico di Corigliano Calabro.

L'attacco della Nazionale rappresenta da sempre uno degli argomenti più dibattuti tra gli appassionati di Serie A, e la scelta degli uomini da schierare davanti riflette le ambizioni di un progetto tecnico ancora in fase di costruzione. Gattuso sembra voler puntare su giocatori di gamba e fisicità, capaci di pressare alto e di essere pericolosi sia in fase di rifinitura che in quella conclusiva.

Il contesto storico e tattico di questi ragionamenti è tutt'altro che banale. L'Italia ha attraversato anni di profonda riflessione sul proprio modo di interpretare il ruolo del centravanti, passando da riferimenti fissi e dominanti a profili più mobili e tecnici. Il dibattito aperto da Collovati si inserisce in questa tradizione culturale del calcio azzurro, dove ogni scelta tecnica porta con sé il peso di un passato glorioso e la pressione di un futuro da costruire.

L'analisi della redazione di Lombardia Calcio porta l'attenzione su un aspetto spesso trascurato: la gestione mediatica dei calciatori esposti alla Nazionale è diventata sempre più complessa nell'era dei social network e dell'informazione istantanea. Difensori come Dimarco, cresciuti nel vivaio dell'Inter e diventati colonne portanti della squadra nerazzurra in Serie A, si trovano oggi a dover rispondere non solo delle proprie prestazioni in campo, ma anche di ogni gesto fuori dal rettangolo verde. La voce di un campione come Collovati, che ha vissuto pressioni ben diverse in un'epoca in cui il calciatore poteva ancora godere di una certa riservatezza, assume in questo senso un valore quasi pedagogico: il calcio resta prima di tutto emozione, e l'emozione non si processa.

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