LombardiaCalcio
Serie A

Caso Malagò FIGC: niente commissariamento

Redazione Lombardia Calcio
Caso Malagò FIGC: niente commissariamento

Caso Malagò alla FIGC: la legge parla chiaro

Il mondo del calcio italiano torna a fare i conti con una delle vicende istituzionali più dibattute degli ultimi mesi. La questione legata alla candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC si arricchisce di un capitolo decisivo: autorevoli giuristi ed esperti di diritto sportivo hanno espresso pareri netti e convergenti, mettendo di fatto un freno alle ipotesi di commissariamento federale che circolavano con insistenza negli ambienti calcistici italiani. Una vicenda che, inevitabilmente, proietta la sua ombra anche sulla Serie A, il campionato che più di ogni altro risente delle turbolenze ai vertici del calcio nazionale.

Il nodo del tesseramento: un requisito che non esiste

Al centro della disputa c'era una domanda apparentemente semplice: è necessario essere tesserati per potersi candidare alla guida della Federazione Italiana Giuoco Calcio? La risposta degli esperti è categorica: no. Il tesseramento non rappresenta un prerequisito indispensabile per accedere alla candidatura presidenziale in seno alla FIGC. Questo chiarimento giuridico è di portata tutt'altro che marginale, poiché smonta alla base l'argomentazione principale di chi sosteneva l'irregolarità della candidatura di Malagò e, di conseguenza, auspicava un intervento straordinario da parte del CONI o del Governo attraverso la nomina di un commissario. Gli stessi giuristi hanno sottolineato come, una volta ammessa la candidatura e ratificata l'elezione, non sia giuridicamente possibile tornare sui propri passi e invalidare quanto già deliberato dagli organi federali competenti.

Leggi anche
Premi Serie A 2025/26: Dimarco MVP, Chivu miglior tecnico

Perché questa vicenda conta per il calcio italiano

Potrebbe sembrare una questione puramente burocratica, lontana dai campi di gioco e dalle classifiche. In realtà, l'instabilità ai vertici della FIGC ha ripercussioni concrete sull'intero sistema calcio. Un commissariamento avrebbe significato mesi di paralisi decisionale, con effetti diretti su riforme attese da tempo: dalle norme sui diritti televisivi alle regole sul settlement agreement per i club indebitati, passando per i criteri di licenza UEFA che riguardano anche le big della Serie A come Inter e Milan. La governance federale stabile è una condizione imprescindibile per tutelare la competitività del campionato italiano in Europa.

Il contesto: mesi di tensioni istituzionali

Per comprendere appieno il peso di questi pareri legali, occorre ricordare il clima che ha preceduto questa svolta. La candidatura di Malagò aveva sollevato un acceso dibattito interno, con alcune componenti federali che ne contestavano la legittimità formale, facendo leva proprio sul tema del tesseramento. Le settimane precedenti all'assemblea elettiva erano state caratterizzate da ricorsi, controricorsi e dichiarazioni al vetriolo che avevano spaccato il fronte delle società calcistiche. Ora, con il quadro giuridico che si fa più nitido, appare sempre più difficile sostenere la tesi dell'irregolarità procedurale. Il sistema, per quanto faticosamente, sembra aver trovato un punto di equilibrio.

L'opinione di Lombardia Calcio

Da queste colonne abbiamo seguito con attenzione ogni sviluppo di questa vicenda, consapevoli che le sorti della FIGC non sono mai indifferenti per le squadre lombarde. Club come Inter e Milan, ma anche le realtà di Serie A di dimensioni più contenute e le formazioni di Serie B e dilettantistiche della nostra regione, hanno bisogno di una federazione che funzioni, che legifera con chiarezza e che garantisca certezza delle regole. Un commissariamento avrebbe aperto una fase di caos normativo inaccettabile. I pareri dei giuristi rappresentano dunque una boccata d'ossigeno per tutto il movimento. Ora ci aspettiamo che Malagò e la nuova governance federale si mettano al lavoro senza ulteriori distrazioni, affrontando le vere priorità: la sostenibilità finanziaria dei club, la valorizzazione dei vivai e il rilancio del calcio italiano sui palcoscenici europei.

Conclusione: la stabilità federale come punto di partenza

Il verdetto dei giuristi chiude, almeno sul piano legale, una delle pagine piu' controverse della recente storia federale italiana. Malagò puo' procedere nel suo mandato senza lo spettro del commissariamento, e il calcio italiano puo' guardare avanti. Resta pero' l'obbligo morale e politico di ricucire le fratture interne alla FIGC, perche' nessuna sentenza giuridica e' in grado di sanare da sola le divisioni tra le componenti del movimento. Il lavoro vero inizia adesso.

ADV
Pensi di sapere come finisce?
Freebet 15% + bonus fino a 100€ sul primo deposito per i nuovi utenti. 18+, gioca responsabilmente.
Gioca il tuo pronostico →
Tag
figcmalagocommissariamentofederazionecalcio-italianoserie-a

Articoli correlati

Premi Serie A 2025/26: Dimarco MVP, Chivu miglior tecnico
Serie A

Premi Serie A 2025/26: Dimarco MVP, Chivu miglior tecnico

Verona-Lecce 0-0: un pari che sa di salvezza
Serie A

Verona-Lecce 0-0: un pari che sa di salvezza

Udinese, Runjaic lancia la sfida al Como: piani su Zaniolo e Davis
Serie A

Udinese, Runjaic lancia la sfida al Como: piani su Zaniolo e Davis

Serie A e i talenti ignorati: Marani accusa
Serie A

Serie A e i talenti ignorati: Marani accusa

Ultime notizie

Barella e l'Italia: fiducia in Mancini, fame di gol
Serie A

Barella e l'Italia: fiducia in Mancini, fame di gol

Caso Malagò FIGC: niente commissariamento
Serie A

Caso Malagò FIGC: niente commissariamento

Barella: 'Nasce un'Italia di personalità, ora i Mondiali'
Serie A

Barella: 'Nasce un'Italia di personalità, ora i Mondiali'

Sneijder e il Pallone d'Oro 2010: 'Ho vinto la Champions'
Serie A

Sneijder e il Pallone d'Oro 2010: 'Ho vinto la Champions'

Bove e Calafiori vicini a Londra: 'Non mangiare italiano'
Serie A

Bove e Calafiori vicini a Londra: 'Non mangiare italiano'