Butez e il gioco con i piedi: Como rivoluzionato
Como-Napoli 0-0: Butez è molto più di un portiere
Un punto prezioso, una porta inviolata e la conferma che il Como sta costruendo qualcosa di solido e moderno nel panorama della Serie A. Il pareggio per 0-0 contro il Napoli nella 35ª giornata non è stato un risultato figlio della fortuna o di una difesa arroccata, ma il frutto di un lavoro quotidiano, meticoloso, che parte addirittura dai piedi del portiere. Jean Butez, estremo difensore belga dei lariani, ha alzato il velo su una delle componenti più affascinanti e moderne del calcio proposto dalla squadra del lago di Como.
Il portiere che gioca: la filosofia moderna di Butez
Nel calcio contemporaneo, il ruolo del portiere si è evoluto in modo radicale. Non basta più parare: un numero uno deve saper leggere il gioco, impostare l'azione e diventare il primo costruttore della manovra. Butez incarna perfettamente questa figura. Le sue dichiarazioni rilasciate ai microfoni di DAZN nel post-partita non lasciano spazio a dubbi: la capacità di gestire il pallone con i piedi non è una dote naturale improvvisata, ma il risultato di un percorso di allenamento intenso e condiviso con tutto il gruppo. Un portiere che si allena come un centrocampista aggiunto, capace di innescare le ripartenze e di dare sicurezza alla difesa nella costruzione dal basso.
Questo approccio non è una novità assoluta nel calcio europeo — basti pensare a come club come Inter e Milan abbiano investito su portieri tecnicamente raffinati negli ultimi anni — ma vederlo applicato con tale consapevolezza in una squadra neopromossa e in piena lotta per la salvezza è un segnale che merita attenzione.
Analisi tattica: perché il lavoro di Butez è cruciale per il Como
Il Como di questa stagione ha scelto una strada coraggiosa: giocare a calcio, anche quando la pressione avversaria si fa asfissiante. Contro il Napoli, una delle squadre più organizzate e fisicamente intense della Serie A, tenere la porta inviolata non è stato un esercizio puramente difensivo. Butez ha rappresentato il punto di partenza di molte azioni, fungendo da regista arretrato capace di smistare rapidamente il pallone e di aggirare il pressing partenopeo.
Questo tipo di contributo ha un valore tattico enorme: quando il portiere partecipa attivamente alla manovra, gli avversari sono costretti a salire con più uomini nel pressing, aprendo spazi nelle linee intermedie che i centrocampisti e gli attaccanti lariani possono sfruttare. È un meccanismo che richiede sincronismo, fiducia reciproca e, soprattutto, ore e ore di lavoro sul campo. Esattamente quello che Butez ha descritto con orgoglio.
L'Opinione di Lombardia Calcio
Ciò che colpisce di più nelle parole di Butez non è tanto la tecnica in sé, quanto la mentalità che esse rivelano. In un contesto come quello del Como — una piazza tornata in Serie A dopo vent'anni, con ambizioni chiare ma risorse che non possono competere con le grandi — costruire un'identità di gioco riconoscibile è la vera scommessa. E il portiere belga sembra esserne pienamente consapevole.
In redazione a Lombardia Calcio riteniamo che questo punto contro il Napoli valga doppio: non solo per l'aritmetica della classifica, ma per il messaggio che lancia. Il Como non si difende e basta, non si affida al caso. Ha un'idea, la lavora ogni giorno e la porta in campo anche nei momenti di maggiore difficoltà. Butez è il simbolo vivente di questa filosofia: un portiere che non aspetta il pallone, ma va a cercarlo, lo gestisce, lo trasforma in un'opportunità. In un campionato sempre più tecnico e tattico come la Serie A, questo è un vantaggio competitivo reale.
Conclusione: un pareggio che guarda al futuro
Lo 0-0 contro il Napoli resterà negli almanacchi come un semplice pareggio, ma chi ha seguito la partita e ascoltato le parole di Jean Butez sa che dietro quel risultato c'è molto di più. C'è una squadra che cresce, un allenatore che lascia il segno e un portiere che ha abbracciato con entusiasmo una visione moderna del proprio ruolo. Il Como guarda avanti, e lo fa con la palla tra i piedi.









