Atalanta: fascia sinistra, il rebus tra Bernasconi e Kolasinac
Atalanta, il rebus sulla fascia sinistra non e' ancora risolto
In casa Atalanta il cantiere tattico rimane aperto su piu' fronti, ma uno in particolare attira l'attenzione degli addetti ai lavori: la corsia di sinistra. Con Maurizio Sarri alla guida tecnica dei bergamaschi, il club orobico sta cercando di definire quella che potrebbe essere la formazione tipo da schierare nelle sfide piu' importanti della stagione. Un compito tutt'altro che semplice, considerando che la squadra e' impegnata su tre fronti competitivi — campionato, Coppa Italia e palcoscenico europeo — e che le rotazioni diventano una necessita' gestionale prima ancora che una scelta tecnica.
Bernasconi e Kolasinac: due profili, una sola maglia
I protagonisti di questo ballottaggio sono Nicolo' Bernasconi e Sead Kolasinac, due interpreti con caratteristiche molto diverse tra loro. Kolasinac, veterano bosniaco con una carriera costruita tra Arsenal, Schalke e Marsiglia, porta in dote fisicita', esperienza internazionale e una spiccata propensione alla fase difensiva. Un profilo da grande squadra, abituato a reggere la pressione nei momenti decisivi. Bernasconi, dal canto suo, rappresenta la scommessa giovane, il talento cresciuto nel vivaio che Sarri potrebbe decidere di valorizzare con continuita' di impiego, inserendolo in un sistema di gioco che premia la corsa, la qualita' tecnica e la capacita' di sovrapporsi.

La coesistenza dei due sullo stesso ruolo non e' un problema inedito nel calcio moderno, ma diventa cruciale quando si tratta di costruire un'identita' di squadra solida. In Serie A la corsia mancina e' spesso uno degli assi portanti del gioco offensivo: basti pensare a come squadre come Inter e Milan abbiano investito con decisione su quel corridoio per garantirsi ampiezza e imprevedibilita'.
Il 4-3-3 di Sarri e le esigenze tattiche sulla fascia
Nel sistema di gioco prediletto da Sarri, il terzino sinistro non e' semplicemente un difensore: e' un ingranaggio fondamentale nella costruzione dal basso e nella creazione di superiorita' numerica in ampiezza. Il tecnico toscano ha sempre richiesto ai suoi esterni bassi una grande capacita' di lettura del gioco, un buon piede e la resistenza fisica per coprire l'intera fascia per novanta minuti. Questo profilo si avvicina maggiormente alle caratteristiche di Bernasconi, piu' dinamico e propenso alla fase di possesso. Tuttavia, nelle partite dove l'Atalanta deve difendersi con ordine e gestire situazioni di pressione avversaria — come potrebbe accadere nelle sfide europee o contro le big della Serie A — l'affidabilita' e la robustezza di Kolasinac potrebbero risultare decisive.
Non va dimenticato, inoltre, che la gestione del minutaggio su tre competizioni impone a Sarri di avere due titolari di fatto su ogni ruolo. Il ballottaggio, quindi, non e' necessariamente un problema: potrebbe trasformarsi in una risorsa.
L'Opinione di Lombardia Calcio
Da osservatori del calcio lombardo, crediamo che la vera sfida per Sarri non sia scegliere tra Bernasconi e Kolasinac, ma costruire un meccanismo in cui entrambi si sentano parte integrante del progetto. L'Atalanta ha una storia consolidata nel valorizzare i propri talenti — basti pensare ai casi celebri degli ultimi anni — e sarebbe un errore bruciare Bernasconi con una gestione superficiale. Al tempo stesso, l'esperienza di Kolasinac in contesti ad alta pressione e' un lusso che poche squadre in Serie A possono permettersi. La soluzione ideale? Un utilizzo intelligente e complementare, con Sarri che calibra le scelte in base all'avversario e al contesto. Quella fascia sinistra potrebbe diventare uno dei punti di forza dell'Atalanta, non il suo tallone d'Achille.
Conclusione: la risposta arrivera' dal campo
Il nodo sulla corsia mancina dell'Atalanta si sciogliera' inevitabilmente con il proseguire della stagione. Le prestazioni in allenamento, la condizione fisica dei giocatori e i risultati sul campo forniranno a Sarri gli elementi necessari per prendere una decisione definitiva — o almeno tendenziale. Cio' che e' certo e' che la qualita' non manca: sta al tecnico trasformare un rebus in un vantaggio competitivo.







