Serie A Top 11 36ª giornata: centrocampo nerazzurro domina
La Serie A incorona ancora l'Inter: la Top 11 della 36ª giornata
Mancano appena due giornate al fischio finale della Serie A 2024/25 e la fotografia del campionato è ormai nitidissima. La formazione ideale stilata dopo la 36ª giornata racconta una storia precisa: l'Inter ha dominato non soltanto la classifica, ma anche e soprattutto la qualità espressa in campo, conquistando in modo quasi monopolistico la linea mediana della Top 11. Un primato che non è frutto del caso, ma di un progetto tecnico costruito con pazienza e intelligenza da Simone Inzaghi nel corso di più stagioni.
Il centrocampo nerazzurro: una macchina da guerra
Se c'è un reparto che ha segnato il passo dell'intera Serie A in questa stagione, quello è il centrocampo dell'Inter. Nicolò Barella, Hakan Calhanoglu e Henrikh Mkhitaryan — con le varianti rappresentate da Kristjan Asllani e Davide Frattesi — hanno formato un blocco compatto, dinamico e letale in entrambe le fasi di gioco. Barella in particolare si conferma tra i migliori mezzali d'Europa per quantità e qualità: corsa, visione, inserimenti e leadership. Calhanoglu, reinventato regista dopo l'addio di Marcelo Brozovic, ha silenziato ogni scettico trasformandosi in uno dei play più affidabili del continente. La loro presenza nella Top 11 non è una sorpresa: è la certificazione di un dominio che va avanti da mesi.
Cosa racconta questa Top 11 sul campionato
Analizzare la formazione ideale della Serie A dopo 36 turni significa leggere le gerarchie reali del torneo. Oltre ai centrocampisti nerazzurri, la Top 11 fotografa un campionato in cui pochi club hanno saputo esprimere continuità di rendimento. Il Milan, pur attraversando una stagione altalenante, riesce comunque a piazzare qualche interprete nella formazione tipo, segno che il talento individuale non manca in casa rossonera. La vera differenza, però, l'ha fatta proprio l'Inter: mentre altri club hanno vissuto momenti di appannamento, i nerazzurri hanno mantenuto uno standard elevatissimo, traducendo la solidità collettiva in rendimenti individuali da top player.
La stabilità della Top 11 — rimasta sostanzialmente invariata nelle ultime giornate — è essa stessa un dato significativo: significa che il gap tra i migliori e il resto del gruppo si è stabilizzato, e che i protagonisti di questa Serie A sono ormai ben definiti e difficilmente scalzabili a campionato quasi concluso.
L'Opinione di Lombardia Calcio
Da osservatori del calcio lombardo, non possiamo che sottolineare quanto questa Top 11 sia lo specchio fedele di una stagione che ha visto l'Inter fare un passo avanti rispetto a tutti. Il centrocampo nerazzurro non è semplicemente il migliore della Serie A: è il reparto che ha dettato i tempi del gioco italiano per quasi un'intera annata. Barella, Calhanoglu e compagni hanno dimostrato che la costruzione di un collettivo affiatato vale più di qualsiasi singolo colpo di mercato.
Per il Milan, invece, questa classifica deve rappresentare uno stimolo. I rossoneri hanno il potenziale per competere ai massimi livelli, ma servono continuità e un'identità di gioco più marcata. La prossima stagione sarà un banco di prova cruciale per capire se la società saprà colmare il divario con i cugini nerazzurri.
Verso il finale di stagione: chi può ancora scalare la Top 11?
Con sole due giornate al termine, le possibilità di stravolgere la formazione ideale sono minime. Qualche outsider potrebbe tentare l'assalto con prestazioni di alto livello negli ultimi 180 minuti, ma la struttura portante della Top 11 appare ormai cristallizzata. La Serie A 2024/25 consegna alla storia un campionato in cui l'Inter ha saputo essere superiore non solo nei risultati, ma anche nel gioco e nella qualità dei singoli. Un'eredità pesante per chiunque voglia sfidarla nella prossima stagione.









