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Roma post-Ranieri: D'Amico ds ideale per Gasperini?

Redazione Lombardia Calcio
Roma post-Ranieri: D'Amico ds ideale per Gasperini?

La Roma riparte da zero: chi guiderà il mercato giallorosso?

L'era Claudio Ranieri alla guida della Roma si è conclusa, e con essa si apre una stagione di profondi cambiamenti nella Capitale. Non si tratta soltanto di scegliere il prossimo allenatore — con Gian Piero Gasperini indicato come principale candidato alla panchina — ma anche di ridisegnare l'intera struttura dirigenziale del club. In questo scenario di transizione, le parole di Pietro Accardi, dirigente di lungo corso con esperienza nel calcio italiano, accendono il dibattito su chi possa raccogliere l'eredità di Frederic Massara nel ruolo di direttore sportivo. Un tema che riguarda da vicino gli equilibri della Serie A, dove la Roma ambisce a tornare protagonista.

Accardi punta su D'Amico: "Sa già cosa vuole Gasperini"

Secondo quanto dichiarato da Accardi, il profilo più adatto per ricoprire il ruolo di direttore sportivo giallorosso sarebbe quello di Tony D'Amico, attualmente legato all'Atalanta. La motivazione è tanto semplice quanto strategica: D'Amico ha lavorato fianco a fianco con Gasperini a Bergamo, costruendo una delle rose più competitive della Serie A degli ultimi anni. Conosce il metodo, le richieste tecniche e il tipo di calciatore che il tecnico di Grugliasco predilige: fisico, duttile, capace di interpretare un calcio intenso e verticale. Portare D'Amico a Roma significherebbe quindi garantire una continuità di linguaggio tra panchina e mercato, elemento spesso sottovalutato ma decisivo per la costruzione di un progetto vincente.

Perché la scelta del ds è cruciale quanto quella dell'allenatore

Nel calcio moderno, il direttore sportivo non è un semplice intermediario di trattative: è il traduttore delle idee dell'allenatore in acquisti concreti. Quando la sinergia tra ds e tecnico funziona, i risultati si vedono in campo. L'Atalanta di Gasperini e D'Amico ne è l'esempio più lampante in Italia, con una gestione virtuosa del mercato che ha permesso al club bergamasco di competere con colossi come Inter e Milan pur con budget nettamente inferiori. La Roma, che dispone di risorse maggiori ma ha spesso sofferto di incoerenza nelle scelte dirigenziali, avrebbe tutto da guadagnare da una coppia già collaudata. Il rischio, al contrario, di affidare la panchina a Gasperini e la direzione sportiva a un profilo non allineato con la sua filosofia potrebbe generare le stesse tensioni che hanno affossato precedenti progetti giallorossi.

L'Opinione di Lombardia Calcio

Dal nostro punto di vista, la riflessione di Accardi coglie un aspetto fondamentale che spesso sfugge al grande pubblico: costruire una squadra competitiva non è solo questione di soldi spesi, ma di visione condivisa tra chi allena e chi acquista. Se la Roma sceglie davvero Gasperini, sarebbe un errore madornale non accompagnare quella scelta con un ds che ne conosca profondamente il calcio. D'Amico rappresenterebbe in questo senso una garanzia, non una scommessa. Certo, strapparlo all'Atalanta non sarà semplice — il club bergamasco è una realtà solida e ambiziosa — ma il fascino di un progetto nella Capitale e la possibilità di lavorare su scala ancora più grande potrebbero fare la differenza. La vera domanda che la società giallorossa deve porsi non è solo "chi allenerà la Roma?", ma "chi costruirà la Roma del futuro?". Sono due facce della stessa medaglia, e ignorarne una significa partire già zoppi.

Conclusione: il futuro della Roma passa dalle scelte dirigenziali

L'addio di Ranieri lascia un vuoto tecnico e umano difficile da colmare, ma rappresenta anche un'opportunità di rifondazione autentica. La Roma ha bisogno di un progetto strutturato, non di soluzioni tampone. Che sia D'Amico o un altro profilo, la priorità assoluta è garantire coerenza tra la guida tecnica e quella sportiva. Il campionato di Serie A non aspetta nessuno, e i rivali — dall'Inter al Milan, passando per la stessa Atalanta — stanno già pianificando la prossima stagione. I giallorossi non possono permettersi ulteriori tentennamenti.

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