Morte Baresi: il calcio italiano piange un mito
Il calcio italiano perde il suo capitano eterno
C'e' un momento in cui il calcio smette di essere sport e diventa memoria collettiva. Quel momento e' arrivato questa mattina, quando la notizia della scomparsa di Franco Baresi, a soli 66 anni, ha attraversato come una scossa ogni angolo del mondo del pallone. Non se ne e' andato soltanto un calciatore, non se ne e' andato soltanto un campione: se ne e' andato il simbolo vivente di un'epoca irripetibile, l'uomo che ha ridefinito il ruolo del difensore nel calcio moderno. Il lutto e' totale, trasversale, autentico.
Da Milano a tutta Italia: il cordoglio non conosce confini di categoria
La notizia ha travolto immediatamente la Serie A, ma il dolore non si e' fermato ai confini della massima serie. Club di Serie B e di Serie C hanno voluto rendere omaggio pubblicamente a Baresi, dimostrando come la sua figura trascenda ogni divisione di classifica o di blasone. Societa' grandi e piccole, del Nord come del Sud, hanno pubblicato messaggi ufficiali sui propri canali, molte delle quali con le stesse parole: grandezza, rispetto, esempio. Non e' retorica. E' il riconoscimento spontaneo di chi ha vissuto, anche solo attraverso uno schermo o i racconti di un padre, la magia di un calciatore capace di rendere la difesa un'arte.

Il Milan, naturalmente, e' il club piu' colpito. Baresi e' stato il volto della squadra rossonera per quasi vent'anni, dal 1977 al 1997, vincendo tutto quello che era possibile vincere: sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali. Il numero 6 e' stato ritirato dal club proprio in suo onore, gesto rarissimo nel calcio italiano. Oggi quel numero pesa piu' che mai.
Chi era Franco Baresi: piu' di un difensore, un filosofo del calcio
Per capire perche' il cordoglio sia cosi' ampio e sincero, bisogna capire cosa ha rappresentato Franco Baresi sul piano tecnico e umano. Nato a Travagliato, in provincia di Brescia, quindi figlio di quella Lombardia calcistica che questo portale racconta ogni giorno, Baresi incarnava qualita' che oggi sembrano quasi mitologiche: lettura anticipata del gioco, leadership silenziosa, eleganza nell'intervento, capacita' di guidare una linea difensiva con la precisione di un direttore d'orchestra. Il commissario tecnico Arrigo Sacchi lo definiva il cervello della squadra. Fabio Capello lo considerava insostituibile. I suoi avversari lo temevano non per la durezza, ma per l'intelligenza.
Con la maglia della Nazionale italiana ha disputato tre Mondiali, raggiungendo la finale nel 1994 negli Stati Uniti, dove, dopo aver saltato quasi tutta la competizione per infortunio, torno' in campo e arrivo' fino all'ultimo rigore. Quello sbagliato. Un dettaglio che non ha scalfito minimamente la sua leggenda, anzi: lo ha reso ancora piu' umano.
L'opinione di Lombardia Calcio
Noi di Lombardia Calcio non possiamo limitarci a registrare un lutto. Dobbiamo dire con chiarezza cosa significa perdere Franco Baresi per il calcio lombardo in particolare. La Lombardia e' la regione che ha dato i natali a questo campione, che lo ha visto crescere e che attraverso il Milan lo ha consegnato alla storia mondiale. In un momento in cui il calcio italiano fatica a trovare identita' e riferimenti credibili, la figura di Baresi era ancora un faro: un esempio concreto di cosa voglia dire indossare una maglia con rispetto, costruire una carriera senza scandali, vincere rimanendo integri.
Il fatto che anche i club di Serie B e Serie C abbiano sentito il bisogno di fermarsi e ricordarlo dice tutto. Dice che certi campioni appartengono al calcio intero, non solo ai loro tifosi. Dice che la Serie A e il calcio professionistico italiano hanno ancora una memoria storica da custodire. E dice che Franco Baresi, anche da lontano, continuava a essere un punto di riferimento.
Ciao, Capitano
Il calcio italiano si ferma, abbassa la testa e saluta il suo capitano piu' amato. Franco Baresi lascia un vuoto che nessuna statistica potra' mai colmare, ma lascia anche un'eredita' tecnica e umana che continuera' a ispirare generazioni di calciatori e appassionati. Dalla Lombardia, con affetto e riconoscenza: grazie di tutto, Capitano.







