Mbappé arbitro del futuro: chi allenerà il Real Madrid?
Il Real Madrid a un bivio: una stagione da rifondare
Quando a settembre si accendono i riflettori sulla nuova stagione europea, il Real Madrid viene sempre indicato tra i grandi favoriti. Eppure il 2024-25 rischia di consegnare alla storia dei Blancos un'annata quasi completamente a secco: né il titolo di LaLiga, ormai quasi matematicamente sfumato, né la UEFA Champions League, competizione in cui il club madrileno sembrava aver trovato una formula quasi mistica per trionfare. Un doppio fallimento che inevitabilmente apre scenari di rivoluzione, a partire dalla panchina.
I fatti: Ancelotti verso l'addio, due nomi per il dopo
Carlo Ancelotti, tecnico stimatissimo e vincitore di tutto con il club spagnolo, sembra destinato a lasciare il timone al termine della stagione. Le voci che circolano negli ambienti vicini al Bernabéu indicano due candidati principali: Mauricio Pochettino, ex Paris Saint-Germain e Tottenham, reduce da un'esperienza positiva sulla panchina degli Stati Uniti, e Didier Deschamps, commissario tecnico della Francia con un contratto in scadenza dopo i Mondiali 2026. Entrambi i profili hanno caratteristiche molto diverse, ma condividono un denominatore comune: il rapporto con Kylian Mbappé.
L'attaccante francese, arrivato in estate a Madrid come il colpo del secolo, ha vissuto una prima stagione tutt'altro che scintillante sotto il profilo delle dinamiche di spogliatoio e della continuità di rendimento. La sua influenza, però, non si esaurisce sul campo: secondo fonti vicine al club, la dirigenza madrilena starebbe tenendo conto delle preferenze del campione transalpino nella scelta del prossimo allenatore. Un potere informale, ma tutt'altro che trascurabile.
Analisi: perché la scelta dell'allenatore è cruciale per il progetto
Il nodo tecnico è più profondo di quanto sembri. Il Real Madrid non sta semplicemente cercando un allenatore: sta cercando una nuova identità tattica capace di valorizzare al massimo Mbappé, Vinicius Jr. e Bellingham in un sistema coerente. Pochettino porta con sé una filosofia di pressing alto e calcio verticale, un approccio che potrebbe esaltare le qualità degli attaccanti rapidi e tecnici. Deschamps, al contrario, privilegia solidità difensiva e organizzazione collettiva, sacrificando spesso il talento individuale sull'altare dell'equilibrio di squadra — una scelta che in Francia ha generato non poche tensioni proprio con Mbappé.
La variabile psicologica è quindi determinante. Un attaccante che non si sente al centro del progetto tecnico potrebbe chiedere la cessione già nella prossima finestra di mercato, vanificando un investimento colossale. In questo senso, la scelta dell'allenatore diventa anche una dichiarazione d'intenti sul futuro del club.
Dal punto di vista della Serie A, questo scenario non è privo di interesse: se Mbappé dovesse davvero spingere per lasciare Madrid, i top club europei — incluse potenziali pretendenti italiane come Inter e Milan — potrebbero essere chiamati a valutare piste oggi impensabili sul piano economico.
L'Opinione di Lombardia Calcio
Lasciare che un calciatore, per quanto fenomenale, condizioni la scelta del proprio allenatore è un segnale preoccupante per qualsiasi club che voglia mantenere una governance solida. Il Real Madrid ha costruito la propria grandezza su una gerarchia chiara: prima il club, poi i singoli. Se questa gerarchia dovesse invertirsi, il rischio è quello di replicare gli errori del PSG, dove i divi in campo hanno spesso paralizzato le decisioni tecniche e societarie.
Pochettino rimane il profilo più stimolante sul piano del gioco, ma senza una chiara autorità decisionale sarà difficile per chiunque costruire qualcosa di duraturo al Bernabéu. La vera sfida del presidente Florentino Pérez non è trovare il nome giusto sulla panchina: è ristabilire una cultura vincente in cui nessuno — nemmeno il giocatore più pagato della rosa — sia più grande del club.
Conclusione: l'estate di fuoco del Real Madrid
I prossimi mesi saranno decisivi per capire quale direzione prenderà il progetto tecnico del Real Madrid. La scelta tra Pochettino e Deschamps non è solo una questione di moduli e schemi: è una scelta di valori, di identità e di equilibri interni. Con Mbappé come ago della bilancia, il rischio è che la decisione finale rifletta più le ambizioni personali di un singolo che la visione strategica di un club abituato a dominare l'Europa. Il calcio, si sa, non perdona le debolezze strutturali — nemmeno a chi ha vinto quattordici Champions League.








