Mastantuono, Viviano: 'Criticarlo è follia pura'
Viviano prende le difese di Mastantuono: "Le critiche non hanno senso"
Nel panorama del calcio italiano, dove i giudizi sui giovani talenti fioccano spesso con eccessiva fretta, arriva una voce autorevole a rimettere le cose in prospettiva. Emiliano Viviano, ex portiere di lungo corso e oggi apprezzato opinionista, ha rilasciato dichiarazioni nette e dirette in merito alle polemiche che nelle ultime settimane hanno coinvolto Franco Mastantuono, il gioiellino argentino classe 2007 esploso definitivamente nel River Plate e ormai nel mirino dei più grandi club europei.
Le parole di Viviano: nessuno spazio alle polemiche sterili
Intervenuto nel corso di una trasmissione radiofonica, Viviano non ha usato mezzi termini per difendere il giovane talento sudamericano. Secondo l'ex numero uno, chi si permette di muovere critiche nei confronti di un ragazzo del livello di Mastantuono dimostra semplicemente di non avere il senso della realtà. "Un giocatore così, fino all'anno scorso, lo guardavamo sullo schermo dal bar", ha sottolineato con forza l'opinionista, volendo evidenziare come la parabola ascendente del trequartista argentino sia stata talmente rapida da lasciare poco spazio a valutazioni negative. Le parole di Viviano fotografano un sentimento diffuso tra gli addetti ai lavori: la tendenza tutta italiana di bruciare i talenti prima ancora che abbiano il tempo di maturare.

Il contesto: perché Mastantuono fa già discutere
Ma chi è davvero Franco Mastantuono e perché il suo nome tiene banco anche nelle redazioni italiane? Nato nel 2007, il centrocampista offensivo del River Plate ha già collezionato presenze in prima squadra nel campionato argentino, dimostrando una maturità tecnica e una visione di gioco raramente associate a un'età così giovane. La Serie A lo segue con grande attenzione: diversi scout di club italiani ed europei hanno già visionato il ragazzo, e il suo nome circola con insistenza nelle trattative di mercato dei prossimi mesi. In questo scenario, ogni prestazione — positiva o negativa — diventa oggetto di analisi spasmodica, amplificata dai social network e da una certa stampa specializzata che fatica a contestualizzare il percorso di crescita di un diciassettenne.
Dal punto di vista tattico, Mastantuono si esprime meglio come trequartista o mezzala sinistra in un centrocampo a tre, ruoli nei quali può esaltare la sua capacità di dribbling, la visione periferica e il tiro dalla distanza. Caratteristiche che farebbero gola a club come Inter e Milan, entrambe da tempo alla ricerca di profili giovani e di prospettiva da inserire in organici già competitivi.
L'opinione di Lombardia Calcio
La riflessione di Viviano tocca un nervo scoperto del calcio italiano contemporaneo. Siamo di fronte a un ecosistema mediatico che consuma i talenti a velocità industriale, pretendendo continuità e perfezione da ragazzi che stanno ancora definendo la propria identità calcistica. Mastantuono non è ancora approdato in Europa, eppure già si discute di eventuali limiti e fragilità. È un paradosso che dovrebbe far riflettere. La Serie A ha bisogno di accogliere i giovani campioni con pazienza e intelligenza, non di giudicarli prima ancora che abbiano messo piede su un campo italiano. Viviano, da ex calciatore che ha vissuto in prima persona le pressioni del grande calcio, rappresenta in questo senso una voce credibile e necessaria nel dibattito.
Conclusione: il talento va protetto, non bruciato
Le parole di Emiliano Viviano su Franco Mastantuono vanno ben oltre la semplice difesa di un singolo giocatore. Rappresentano un monito culturale per tutto l'ambiente calcistico: i fenomeni vanno coltivati con cura, non esposti prematuramente al tritacarne della critica. Che si tratti di un talento destinato a Inter, Milan o a qualsiasi altro top club europeo, il messaggio è chiaro — la pazienza, nel calcio come nella vita, è sempre la scelta più saggia.








