Malagò presidente FIGC: niente Maldini come DT
Malagò alla guida della FIGC: un esordio tra Losanna e il rebus direttore tecnico
Il calcio italiano volta pagina. Giovanni Malagò ha ufficialmente assunto la presidenza della FIGC, inaugurando il proprio mandato con un immediato impegno internazionale: la trasferta a Losanna per gli obblighi legati al suo ruolo nel CIO, il Comitato Olimpico Internazionale. Un debutto che racconta già molto dello stile e del profilo del nuovo numero uno del calcio federale italiano, abituato a muoversi con disinvoltura nei corridoi dello sport globale. Il rientro a Roma è atteso per giovedì, quando il lavoro operativo alla guida della Federazione entrerà nel vivo.
Nessuna offerta ufficiale a Maldini: il rebus del direttore tecnico resta aperto
Tra i temi più caldi che attendono Malagò al suo rientro in Italia c'è senza dubbio la questione della direzione tecnica della Nazionale. Nelle ultime settimane il nome di Paolo Maldini era circolato con insistenza come possibile candidato al ruolo di direttore tecnico della Serie A italiana sul fronte federale. Tuttavia, fonti qualificate confermano che ad oggi non è pervenuta alcuna proposta concreta all'ex capitano e leggenda del Milan. Si tratta, quindi, di un'indiscrezione rimasta tale, almeno per il momento, senza che si sia tradotta in un contatto ufficiale o in una trattativa strutturata.

La figura del direttore tecnico federale è da sempre centrale per l'organizzazione del calcio italiano: coordina le nazionali giovanili, collabora con il commissario tecnico della prima squadra e rappresenta un punto di riferimento tecnico per l'intero sistema. Affidare questo incarico a un profilo come Maldini avrebbe un valore simbolico enorme, oltre che tecnico, considerata la sua carriera da calciatore e la recente esperienza dirigenziale proprio al Milan, dove ha lavorato come direttore dell'area tecnica fino al 2023.
Perché questa notizia conta per il calcio italiano e lombardo
La questione non è secondaria, soprattutto guardando al contesto della Serie A e del movimento calcistico lombardo. Le due grandi milanesi, Milan e Inter, esprimono da sempre una quota significativa dei talenti che transitano nelle nazionali giovanili azzurre. La scelta del direttore tecnico federale influenza direttamente le politiche di valorizzazione dei giovani, i criteri di convocazione e la filosofia di gioco delle selezioni Under. Un nome come Maldini, profondamente radicato nella cultura calcistica lombarda e milanese, avrebbe potuto rappresentare un ponte naturale tra la Federazione e i club del nord Italia.
Inoltre, la transizione ai vertici della FIGC arriva in un momento delicato per il calcio nazionale, ancora alla ricerca di una identità solida dopo le difficoltà degli ultimi cicli internazionali. Le decisioni che Malagò prenderà nelle prossime settimane — a partire proprio dalla struttura tecnica federale — daranno un segnale chiaro sulla direzione che intende imprimere al movimento.
L'opinione di Lombardia Calcio
Da osservatori privilegiati del calcio lombardo, riteniamo che la mancata formalizzazione di una proposta a Paolo Maldini sia, al momento, un'occasione non ancora sfruttata. Il suo profilo unisce carisma, competenza tecnica e una conoscenza profonda del calcio italiano e internazionale che pochi altri possono vantare. Detto questo, comprendiamo che Malagò voglia costruire la propria squadra con calma e metodo, evitando scelte affrettate dettate dall'onda emotiva. Quello che ci aspettiamo è che, una volta rientrato a Roma, il nuovo presidente tracci una road map chiara per il rilancio della Federazione, mettendo al centro la valorizzazione dei talenti — anche e soprattutto quelli che nascono e crescono in Lombardia, tra i settori giovanili di Inter, Milan e delle tante realtà del territorio.
Conclusione: giovedì inizia davvero il cantiere FIGC
Il vero esordio operativo di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC è atteso per giovedì, con il rientro nella Capitale. Da quel momento, le parole dovranno lasciare spazio ai fatti: organigramma federale, scelta del direttore tecnico e programmazione delle nazionali saranno i primi dossier sul tavolo. Il calcio italiano aspetta risposte. E la Lombardia, cuore pulsante della Serie A, osserva con grande attenzione.







