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Lautaro capocannoniere: 17 gol che fanno storia in Serie A

Redazione Lombardia Calcio
Lautaro capocannoniere: 17 gol che fanno storia in Serie A

Il Toro d'oro: Lautaro Martinez pronto a laurearsi re dei gol

C'è qualcosa di paradossalmente storico nell'impresa che Lautaro Martinez sta per compiere. Il capitano dell'Inter si appresta a conquistare il titolo di capocannoniere della Serie A 2025/26 con la cifra di 17 reti, un bottino che in qualsiasi altra stagione recente sarebbe sembrato insufficiente per ambire al trono dei bomber. Eppure, salvo clamorose rimonte aritmeticamente quasi impossibili nell'ultima tornata di gare, il centravanti argentino alzerà la Scarpa d'Oro tricolore. Una vittoria che fa riflettere, e non poco.

Il dato che non si vedeva da 35 anni

Bisogna tornare indietro fino alla stagione 1989/90 per trovare un capocannoniere della massima serie italiana con un punteggio così contenuto. Era un'epoca diversa, con calendari più corti di quattro giornate rispetto all'attuale format a venti squadre, il che rende il confronto parzialmente giustificabile sul piano numerico. Eppure il segnale rimane inequivocabile: la Serie A 2025/26 ha prodotto meno gol individuali di quanto ci si aspettasse, e Lautaro ne ha approfittato con la sua consueta efficacia sotto porta. Per rendere l'impresa ancor più difficile a eventuali inseguitori, i diretti rivali — Donyell Malen e Tasos Douvikas — avrebbero bisogno di segnare almeno cinque reti ciascuno nelle rispettive gare odierne contro Hellas Verona e Cremonese, uno scenario che rasenta la fantascienza calcistica.

Perché 17 gol bastano: l'analisi di una Serie A avara di centravanti

Il vero tema non è la prestazione di Lautaro Martinez, che rimane comunque solida e coerente con i suoi standard. Il nodo centrale è la profonda crisi del gol che ha attraversato il campionato italiano in questa stagione. Le squadre hanno privilegiato solidità difensiva e pressing alto rispetto alla produzione offensiva, abbassando sensibilmente la media realizzativa dei singoli attaccanti. In questo contesto, il centravanti nerazzurro ha saputo essere decisivo nei momenti chiave, trasformando occasioni spesso costruite con fatica in reti pesanti. La sua capacità di svariare sul fronte offensivo, dialogare con Marcus Thuram e inserirsi negli spazi ha compensato una manovra collettiva dell'Inter non sempre brillantissima. Diciassette gol, in un campionato così tattico e difensivista, valgono molto di più del numero suggerisce.

L'opinione di Lombardia Calcio

Siamo onesti: c'è poco da celebrare nella cifra in sé. Un capocannoniere con 17 gol fotografa un campionato che ha perso smalto offensivo, dove i grandi centravanti faticano a esprimersi con continuità e dove la tattica ha soffocato la fantasia. Detto questo, sarebbe ingeneroso togliere merito a Lautaro Martinez. In una stagione in cui anche il Milan ha cercato a lungo un terminale offensivo affidabile senza trovarlo, il capitano nerazzurro ha risposto presente quando la sua squadra ne aveva bisogno. È il classico giocatore che non brilla sempre ma non ti lascia mai a mani vuote. Vincere la classifica marcatori — anche con 17 gol — significa aver segnato più di tutti gli altri in Italia per un'intera stagione. E questo, comunque la si guardi, è un titolo che nessuno può togliergli.

Conclusione: un primato anomalo che entra nella storia

Quando il fischio finale delle ultime partite sancirà la matematica certezza, Lautaro Martinez entrerà in una statistica che porta con sé trent'anni e passa di calcio italiano. Non sarà ricordato come il capocannoniere più prolifico di sempre, ma sarà quello che ha vinto in una stagione anomala, avara di gol e ricca di equilibrio tattico. Per l'Inter è comunque un motivo di orgoglio: il proprio capitano, ancora una volta, ha trascinato la squadra a suon di reti. E in fondo, nella storia del calcio, i numeri contano. Ma contano ancora di più i titoli.

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