Juventus multata per il silenzio su Mazzola
Juventus, solo 10mila euro di multa per il caso del minuto di silenzio in onore di Mazzola
Le decisioni del Giudice Sportivo relative alla quinta giornata di Serie A sono finalmente ufficiali, e tra i provvedimenti che hanno attirato maggiore attenzione spicca senza dubbio quello a carico della Juventus. Il club bianconero è stato sanzionato con una multa da 10.000 euro per il mancato rispetto del minuto di silenzio dedicato alla memoria di Sandro Mazzola, storica bandiera dell'Inter e del calcio italiano, scomparso di recente e omaggiato in tutti gli stadi della penisola prima del fischio d'inizio dei match della quinta giornata.
Cosa e' successo all'Allianz Stadium
Prima del calcio d'inizio della partita disputata dalla Juventus, lo stadio avrebbe dovuto osservare un momento di raccoglimento collettivo in ricordo di Sandro Mazzola, leggenda nerazzurra e protagonista assoluto del calcio italiano tra gli anni Sessanta e Settanta. Secondo quanto accertato dal Giudice Sportivo, il protocollo non sarebbe stato rispettato nella forma dovuta: una mancanza che ha spinto gli organi disciplinari della Federazione ad aprire un procedimento nei confronti del club torinese, conclusosi con la sanzione pecuniaria di 10.000 euro. Una cifra simbolica per le casse di una societa' come la Juventus, ma dal peso morale e d'immagine tutt'altro che trascurabile.

Il contesto: chi era Sandro Mazzola e perche' il tributo era doveroso
Sandro Mazzola non era un calciatore qualunque. Figlio del grande Valentino Mazzola, perito nella tragedia di Superga nel 1949, Sandro ha costruito una carriera straordinaria con la maglia dell'Inter, diventando uno dei simboli della Grande Inter di Helenio Herrera, capace di conquistare due Coppe dei Campioni e altrettanti titoli mondiali per club negli anni Sessanta. Quattro scudetti, una Coppa Italia e una carriera in Nazionale da protagonista, con la vittoria agli Europei del 1968 e la finale mondiale del 1970 contro il Brasile. Un tributo a un simile personaggio non poteva e non doveva essere ignorato, indipendentemente da rivalita' storiche o appartenenze di club.
L'opinione di Lombardia Calcio
Dieci mila euro sono una cifra che la Juventus pagherebbe senza battere ciglio per ben altre questioni. Eppure, questa vicenda lascia un sapore amaro che va oltre i numeri. Il calcio italiano ha il dovere di custodire la propria memoria storica, e figure come Sandro Mazzola rappresentano un patrimonio collettivo che appartiene a tutti i tifosi, non soltanto a quelli dell'Inter o del Milan. Ignorare, anche solo parzialmente, un momento di omaggio a un simile campione significa voltare le spalle a radici che hanno reso grande questo sport nel nostro Paese. La sanzione e' giusta nel principio, ma la speranza e' che episodi simili non si ripetano: il rispetto verso chi ha fatto la storia della Serie A non dovrebbe mai essere messo in discussione da rivalita' di campanile.
Conclusione: un segnale che il calcio italiano deve raccogliere
Al di la' della multa e delle polemiche del momento, questa vicenda offre uno spunto di riflessione piu' ampio. Il calcio professionistico italiano, spesso criticato per la perdita di valori e identita', ha nelle proprie leggende viventi e scomparse il principale strumento per riconnettersi con il proprio pubblico. Onorare Sandro Mazzola come si deve non era un obbligo burocratico, ma un atto di civilta' sportiva. Il Giudice Sportivo ha fatto il proprio dovere sanzionando la Juventus: ora tocca ai club, a tutti i club, fare il proprio, dentro e fuori dal campo.







