Hickey e Mihajlovic: gratitudine per un maestro indimenticabile
Hickey e il debito di gratitudine verso Mihajlovic
Aaron Hickey non dimentica le proprie radici. Il terzino scozzese, cresciuto calcisticamente sulle rive del Reno bolognese, ha voluto rendere omaggio pubblicamente a Sinisa Mihajlovic, il tecnico serbo scomparso nel dicembre 2022 che lo ha accolto, valorizzato e trasformato in un calciatore completo. Le parole di Hickey risuonano come un tributo sincero a un uomo che ha lasciato un'impronta indelebile non soltanto nel calcio italiano, ma nella vita di chiunque abbia avuto la fortuna di lavorare al suo fianco.
Gli anni al Bologna: una scuola di calcio e di vita
Quando Aaron Hickey arrivò al Bologna dalla formazione giovanile del Celtic, aveva appena sedici anni e un talento grezzo ma evidente. Fu proprio Mihajlovic a intravvedere nel giovane scozzese qualcosa di speciale, concedendogli spazio e fiducia in Serie A in un'età in cui la maggior parte dei coetanei fatica persino a entrare nelle rotazioni della prima squadra. Il tecnico serbo lo impiegò con continuità, insegnandogli la disciplina tattica difensiva senza soffocare la sua naturale propensione ad attaccare. Quella dualità — terzino affidabile e ala aggiunta — è diventata il marchio di fabbrica di Hickey, ed è stata cucita su misura proprio da Mihajlovic.

L'eredità tattica: cosa ha imparato Hickey dal tecnico serbo
Sotto la guida di Sinisa Mihajlovic, Hickey ha affinato una serie di qualità che oggi lo rendono uno dei terzini sinistri più richiesti d'Europa. Il tecnico serbo era noto per la sua esigenza assoluta in fase di non possesso: ogni giocatore doveva coprire il campo con intelligenza e sacrificio. Hickey ha assorbito questa mentalità, diventando un giocatore capace di abbinare la spinta offensiva a una lettura difensiva matura. Non è un caso che, dopo il trasferimento al Brentford e successivamente alla Roma, il terzino scozzese abbia continuato a esprimersi su livelli elevati: le fondamenta costruite a Bologna resistono nel tempo. In Serie A, dove le squadre di vertice come Inter e Milan cercano costantemente terzini moderni e polivalenti, il profilo di Hickey rappresenta oggi un modello di riferimento per come si forma un calciatore completo.
L'Opinione di Lombardia Calcio
Le parole di Aaron Hickey su Mihajlovic vanno ben oltre la semplice dichiarazione di stima. Raccontano qualcosa di più profondo: il valore insostituibile di un allenatore capace di costruire uomini prima ancora che calciatori. In un calcio sempre più dominato da algoritmi, analytics e turnover frenetico, la figura di Mihajlovic rappresentava qualcosa di raro — un tecnico che guardava negli occhi i propri giocatori e li sfidava a superare i propri limiti. Il fatto che Hickey, oggi affermato in Premier League, senta ancora il bisogno di ringraziare pubblicamente il suo ex allenatore ci dice tutto sulla qualità del lavoro svolto al Bologna. Per le squadre lombarde che militano in Serie A, come Inter e Milan, questo dovrebbe essere uno spunto di riflessione: investire su allenatori con forte identità e capacità di sviluppo dei giovani talenti produce risultati che durano nel tempo, molto più di qualsiasi campagna acquisti milionaria.
Conclusione: un ricordo che vale più di un trofeo
Il tributo di Aaron Hickey a Sinisa Mihajlovic chiude idealmente un cerchio. Il ragazzo arrivato dalla Scozia con la valigia piena di sogni è diventato un professionista affermato, e lo deve in larga parte a un allenatore che ha creduto in lui quando pochi lo avrebbero fatto. Mihajlovic non ha vinto scudetti né coppe europee con il Bologna, ma ha lasciato qualcosa di più duraturo: una generazione di calciatori che portano il suo insegnamento ovunque vadano. E Hickey, con la sua gratitudine pubblica, ne è la testimonianza più eloquente.








