Designazioni Serie A 35ª giornata: Cesari attacca Tommasi
Lo scandalo arbitrale non cambia nulla: Cesari punta il dito contro Tommasi
Le designazioni arbitrali per la 35ª giornata di Serie A sono ufficiali, ma a tenere banco non sono tanto i nomi degli arbitri scelti quanto le dure parole di Graziano Cesari, storica voce tecnica del mondo arbitrale italiano. L'ex fischietto internazionale ha lanciato un'accusa precisa e circostanziata nei confronti del presidente dell'AIA Alfredo Tommasi: le recenti polemiche legate allo scandalo che ha investito la classe arbitrale non avrebbero prodotto alcun cambiamento reale nelle logiche di designazione, con la Serie A che sarebbe stata inspiegabilmente penalizzata rispetto alla cadetteria.
Le parole di Cesari: un'accusa diretta al vertice dell'AIA
Secondo Cesari, i migliori direttori di gara disponibili nel panorama arbitrale italiano sarebbero stati dirottati verso la Serie B, lasciando alla massima serie un contingente meno qualificato o comunque meno esperto nella gestione delle partite ad alto coefficiente di difficoltà. Una scelta che, a detta dell'esperto, risulta incomprensibile proprio nel momento in cui il calcio italiano avrebbe più bisogno di segnali forti in termini di credibilità e trasparenza. Lo scandalo che ha scosso l'ambiente nelle scorse settimane — con intercettazioni, indagini e polemiche a non finire — avrebbe dovuto, secondo Cesari, spingere l'AIA verso una gestione ancora più rigorosa e meritocratica delle designazioni per i palcoscenici più importanti. Così non è stato.
Perché questa vicenda pesa sulla corsa Champions e salvezza
La questione non è puramente tecnica o burocratica: ha ricadute concrete sulla stagione di club come Inter e Milan, impegnate rispettivamente nella lotta per consolidare le proprie posizioni in classifica. Quando si è in piena volata finale — sia per un posto in Champions League sia per evitare la retrocessione — la qualità delle direzioni arbitrali diventa un fattore determinante. Un errore in questa fase della stagione può costare milioni di euro in diritti televisivi, bonus UEFA e programmazione tecnica. Affidare le gare più delicate ad arbitri meno rodati nel contesto della Serie A significa aumentare il margine di rischio in un momento in cui l'intero sistema calcistico italiano non può permettersi ulteriori passi falsi sul piano dell'immagine.
L'Opinione di Lombardia Calcio
Da queste colonne abbiamo sempre sostenuto che la credibilità di un campionato si costruisce anche — e forse soprattutto — attraverso la coerenza nelle scelte arbitrali. Le parole di Cesari meritano attenzione non perché provengano da un polemista di professione, ma perché arrivano da chi conosce i meccanismi interni dell'AIA meglio di chiunque altro. Se davvero lo scandalo non ha prodotto una revisione critica dei criteri di designazione, allora il problema è strutturale e va ben oltre i singoli episodi contestati. Tommasi ha l'obbligo morale — oltre che istituzionale — di rispondere pubblicamente a queste accuse, spiegando con trasparenza la logica che ha guidato le scelte per la 35ª giornata. Il silenzio, in questo contesto, sarebbe la risposta peggiore possibile.
Conclusione: serve discontinuità, non solo dichiarazioni
Il calcio lombardo e italiano guarda con apprensione a questo finale di stagione, consapevole che ogni episodio controverso rischia di amplificarsi in un clima già surriscaldato. Squadre come Inter e Milan meritano un arbitraggio all'altezza della posta in palio. La palla, adesso, è nel campo dell'AIA: le prossime designazioni diranno molto di più di qualsiasi comunicato ufficiale sulla reale volontà di cambiamento. Noi continueremo a monitorare la situazione giornata dopo giornata, perché la trasparenza arbitrale è una battaglia che riguarda tutti gli appassionati di Serie A.








