Casemiro: 'Senza Neymar il Brasile non è completo'
Il Brasile cade senza la sua stella: Foxborough racconta una verità scomoda
La notte di Foxborough ha lasciato un sapore amaro in bocca ai tifosi verdeoro. La Seleção si è arresa alla Francia per due reti a una in un'amichevole che, sulla carta, doveva servire da banco di prova in vista del Mondiale 2026 — in programma dall'11 giugno al 19 luglio del prossimo anno. Ma il risultato ha finito per alimentare un dibattito che in Brasile tiene banco da mesi: quanto pesa davvero l'assenza di Neymar?
A rispondere con una chiarezza disarmante ci ha pensato Casemiro, il mediano che conosce meglio di chiunque altro le dinamiche dello spogliatoio brasiliano. Le sue parole, pronunciate nel post-partita, non lasciano spazio a interpretazioni: O Ney rimane un elemento imprescindibile per la nazionale, un giocatore capace di fare la differenza al pari dei più grandi della sua generazione. Un endorsement pubblico che suona anche come un messaggio diretto al commissario tecnico Carlo Ancelotti, che per quest'ultima sosta internazionale ha scelto di non convocare il fuoriclasse brasiliano.
Ancelotti e il rebus Neymar: una scelta tecnica o qualcosa di più?
Il tecnico emiliano — celebre in Italia per i suoi trascorsi sulla panchina del Milan e protagonista di pagine indimenticabili della Serie A — si trova a gestire uno dei dossier più delicati della sua lunga carriera. Neymar è reduce da un percorso di recupero fisico tormentato, costellato di infortuni che ne hanno ridimensionato la continuità negli ultimi anni. La sua esclusione dal gruppo non è una bocciatura definitiva, ma un segnale che Ancelotti intende costruire certezze anche in assenza del numero dieci.
Eppure la partita contro la Francia ha dimostrato quanto quella presenza manchi sul piano della qualità tecnica e della capacità di saltare l'uomo in zone decisive del campo. Il Brasile ha faticato a creare superiorità numerica nella trequarti avversaria, mancando di quel guizzo imprevedibile che da sempre caratterizza il gioco di Neymar. Casemiro lo sa, e non ha esitato a dirlo davanti alle telecamere.
Dal punto di vista storico e tattico, vale la pena ricordare che la Seleção ha sempre espresso il suo calcio migliore quando ha potuto contare su un fuoriclasse assoluto capace di accendersi nei momenti che contano: da Ronaldo Fenomeno a Ronaldinho, fino appunto a Neymar. Privare la squadra di questo tipo di giocatore significa rinunciare a un vantaggio competitivo che poche nazionali al mondo possono vantare.
L'analisi della redazione. A Foxborough si è visto un Brasile onesto, organizzato, ma privo di quella scintilla che trasforma una buona squadra in una grande squadra. Le parole di Casemiro non vanno lette come una critica ad Ancelotti, bensì come la fotografia lucida di una realtà tecnica oggettiva. Con il Mondiale 2026 alle porte e le qualificazioni sudamericane che continuano a scrivere gerarchie, il ct dovrà trovare il modo di integrare Neymar nel progetto — ammesso che il giocatore riesca a garantire la condizione fisica necessaria. Il tempo stringe, e ogni amichevole da qui in avanti sarà un tassello fondamentale per capire quale Brasile si presenterà alla rassegna iridata. Una cosa è certa: ignorare il talento di O Ney sarebbe un lusso che la Seleção non può permettersi.






