Benevento in Serie B: Vigorito riparte dai pilastri
Benevento, si riparte dalla B: Vigorito ha le idee chiare
La caduta dalla Serie A lascia sempre il segno, ma a Benevento sanno come si rialza una squadra. Il presidente Oreste Vigorito, figura storica e inamovibile del club campano, ha tracciato con parole nette la filosofia che guiderà la ricostruzione in Serie B: prima di tutto capire chi vuole restare, poi — e solo poi — pensare a chi potrà arrivare. Una dichiarazione apparentemente semplice, ma che nasconde una visione gestionale precisa e, soprattutto, un monito chiaro al mercato.
Vent'anni di storia, una retrocessione da metabolizzare
Due decenni alla guida del Benevento, cinque titoli di categoria conquistati con pazienza e progettualità: Vigorito non è un presidente improvvisato, e la retrocessione dall'élite del calcio italiano brucia tanto quanto pesa. La Serie A era stata conquistata con merito e vissuta con orgoglio, ma il ritorno in cadetteria non viene vissuto come un fallimento definitivo, bensì come un nuovo punto di partenza. Il patron stregone ha già dimostrato in passato di saper costruire cicli vincenti senza svendere l'anima del club, e questa estate non farà eccezione. La priorità assoluta è blindare i calciatori che hanno ancora fame e identità sannita nel sangue, evitando l'emorragia silenziosa che spesso colpisce le squadre appena retrocesse.
La strategia di mercato: trattenere prima di comprare
La logica di Vigorito ribalta il paradigma classico del calciomercato estivo post-retrocessione. Normalmente i club che scendono di categoria si affrettano a rimpiazzare le partenze con nuovi innesti, spesso affrettati e costosi. Il Benevento, invece, vuole prima costruire una base solida di giocatori confermati, motivati e già integrati nel sistema di gioco. Questo approccio riduce il rischio di spogliatoi frammentati e garantisce continuità tattica al nuovo allenatore — o a quello eventualmente confermato. In Serie B, campionato logorante e imprevedibile, la coesione del gruppo vale spesso più di qualche individualità acquisita frettolosamente sul mercato. Non è un caso che le squadre più competitive nella cadetteria siano quasi sempre quelle con un'ossatura consolidata e un'identità riconoscibile.
L'Opinione di Lombardia Calcio
Le parole di Vigorito suonano come una lezione di buon senso in un calcio che troppo spesso dimentica le fondamenta. Mentre club ben più blasonati — anche nel panorama lombardo, dove Inter e Milan conoscono bene la pressione delle grandi aspettative — tendono a reagire alle difficoltà con investimenti massicci e non sempre oculati, il patron del Benevento sceglie la strada della solidità identitaria. È un modello che funziona, e che la Serie A dovrebbe osservare con più attenzione: non sempre il mercato risolve i problemi, anzi spesso li amplifica. La vera forza di una società si misura nella capacità di trattenere ciò che vale, non nell'abilità di acquistare ciò che luccica. Vigorito lo sa, e lo dimostra da vent'anni.
Conclusione: la Serie B come trampolino, non come purgatorio
Il messaggio lanciato dal presidente del Benevento è chiaro e va letto in chiave positiva: la Serie B non è una condanna, ma un'opportunità per ricostruire con criterio. Scegliere chi resta significa scegliere chi crede nel progetto, chi ha voglia di risalire e chi rappresenta il DNA del club. Solo su queste fondamenta si potrà costruire una rosa competitiva per puntare al ritorno immediato nella massima serie. L'estate sarà il banco di prova: se Vigorito riuscirà a trattenere i pezzi pregiati e a costruire intorno a loro un gruppo coeso, il Benevento potrà essere una delle protagoniste della prossima cadetteria. La storia di questo club insegna che sottovalutarlo è sempre un errore.









